Pablo Picasso
...
Maestro, deve ammettere che molte sue tele, specialmente quelle dipinte nella
seconda metà della sua vita, appaiono incomprensibili, se non
bizzarre...
Sa che cosa si diceva anni fa ai pittori che
dipingevano in modo "inusuale"?
Si diceva: ma che fai? Dipingi "alla
Picasso"?
Era un modo di dire per esprimere un giudizio su opere
strane, contorte...
Lascia dire! Chi conosce bene la mia pittura giovanile sa
che ero grande anche come pittore figurativo... Ma un artista che si rispetti
non può restare uguale a se stesso per tutta la vita. Il suo dovere, la sua
missione è cercare nuovi stili, nuove strade, nuove forme per esprimere il suo
mondo... lo, poi, non ho mai dimenticato un dato, essenziale per ogni artista...
Quale?
Che, se la realtà è sempre la stessa, è il nostro
animo, il nostro particolare modo di essere in momenti diversi che ci fa avere
della realtà una visione diversa. Non a caso il mio percorso artistico è stato
tanto movimentato. Vediamo di riassumerne insieme le tappe.
Gli inizi. Nacqui
a Malaga, in Spagna, nel 1881. Fui denunciato all'anagrafe come Paolo Ruiz
Blasco (Picasso è il nome di mia madre, che adottai a partire dal 1904). Crebbi
in un mondo d'immagini, infatti mio padre eia insegnante di disegno e intuì
subito le mie capacità avviandomi allo studio della pittura. Frequentai le
accademie delle città in cui via via mi trasferivo. Quando mi stabilii a Parigi
avevo appena 23 anni, ero già un pittore affermato... di quadri comprensibili,
dove peraltro i colori già avevano il sopravvento sul segno.
Quali furono le altre tappe?
Finita nel 1918 la Prima
Guerra mondiale, mi isolai dagli amici, e soprattutto dalle conversazioni
accademiche sull'arte. Volevo soltanto dipingere: le teorizzazioni non facevano
per me. Fui così l'iniziatore della cosiddetta "rivoluzione cubista", dei
periodi cosiddetti blu e rosa, del neoclassicismo, del neorealismo e così via...
Forme espressive diverse, create non secondo un'evoluzione pittorica nel tempo.
Usai diverse espressioni nelle stesse epoche: era la mia inesauribile capacità
inventiva che disarmava i critici e incantava i collezionisti d'arte!
La sua arte aveva un segreto?
Se c'è, va cercato nella
mia vitalità, nella mia fantasia, nella capacità di lavorare instancabilmente
che conservai fino alla più tarda età. Se vuoi capire il mio mondo, immaginami
come un uomo provvisto di una serie di occhiali particolari. Con un paio
riuscivo a scomporre un'immagine in tanti particolari; con un altro proponevo il
mondo della miseria e della tristezza; e ancora attenuavo la mia visione con un
recupero della serenità. Ti chiederai quale sia, fra questi, il "vero"
Picasso... Il punto è che sono tutti "veri"!
Quali sono le sue opere più famose?
Dai disegni a
tempera formati da pochelinee essenziali, (La colomba della pace) a quadri come
Les demoiselles d'Avignon, a più complesse opere pittoriche e di scultura, tutte
le mie creazioni hanno sempre affascinato, hanno fatto discutere la critica. Ma
certo fra tutti i miei lavori il mio preferito è Guernica: un reticolo
drammatico d'immagini, di rara potenza espressiva, un dipinto che riesce come
pochi a dare la sensazione della tragedia totale della guerra. Il tema è la
distruzione di un villaggio spagnolo durante la guerra civile degli anni '30 ad
opera dei bombardieri della Germania nazista. Quasi un presentimento della ben
più terribile guerra che avrebbe sconvolto l'intera Europa appena pochi anni più
tardi.