Leonardo da Vinci
...
Carta d'identità:
Leonardo figlio di messer Piero da
Vinci, notaio. Nato nel 1452 ad Anchiano, in Toscana, è passato alla storia come
un genio: pittore, musicista, scrittore, scienziato ...E inventore.
Già,
anche inventore, e, se vogliamo completare il quadro, architetto, costumista e
ideatore di rebus.
Come spiegare tanta varietà di inclinazioni ed opere?
Non
saprei. Forse l'unica spiegazione sta nella mia naturale curiosità, e nel fatto
che ai miei tempi, durante il Rinascimento, non si usava rinchiudere l'ingegno
umano nella gabbia delle specializzazioni. Ma forse questo è un discorso lungo e
difficile e non conviene avventurarvisi.
Puoi raccontare allora la tua giovinezza?
Mi mandarono a
bottega, cioè a imparare l'arte, presso il Verrocchio, un pittore piuttosto noto
in Firenze. Evidentemente anch'io dovevo avere qualche capacità, visto che a 26
anni ebbi il mio primo incarico come pittore indipendente. In pochi anni
acquistai una certa notorietà anche oltre i confini della terra mia, la Toscana.
Così lasciai Firenze per andare a Milano alla corte di Ludovico il Moro, dove
soggiornai, quasi ininterrottamente, per circa 20 anni.
Perché andasti a Milano alla corte di Ludovico?
Ma è
chiaro. In quei tempi non era come nei vostri; gli artisti, specialmente i
pittori, non avevano un vero e proprio pubblico; per guadagnarsi da vivere
dovevano ottenere la protezione, cioè lavoro e salario, di un papa o di un
principe... lo preferii un principe, anche se lavoravo pure nelle chiese. A
Milano ebbi moltissimo lavoro. Tra le mie opere pittoriche più significative
posso citartene alcune.
Per esempio...?
La Vergine delle rocce e L'ulti ma cena,
affrescata nel convento di Santa Maria delle Grazie. Purtroppo, per quest'ultima
usai delle tecniche di affresco non proprio perfette, così il dipinto ha sempre
avuto qualche problema, rischiando di rovinarsi.
Il più recente restauro, ho
saputo, è avvenuto pochi anni fa, e temo che non sarà l'ultimo: dovrete stare
attenti che l'affresco non vada in rovina, anche a causa dell'inquinamento... È
uno dei dipinti che più mi stanno a cuore, come puoi capire... Più tardi, nel
1501, dopo la caduta del duca di Milano, dipinsi un'altra opera diventata
celebre, La Gioconda. Mi dicono che ora si trova al museo del Louvre a Parigi,
ammirata ogni giorno da migliaia di persone...
Chi fu la modella che posò per la tua
Gioconda?
Fu davvero Monna Lisa Gherardini, di cui parla la
tradizione?
Non confermo né smentisco... Voglio tenervi nella
curiosità... Posso dirti soltanto che questo dipinto mi era molto caro, e quando
dovetti venderlo al re di Francia Francesco I, lo feci molto, molto a
malincuore.
A proposito: come avvenne il tuo trasferimento alla corte di
Francesco I ?
Avevo bisogno di un altro protettore: cominciavo a
invecchiare e a guardare con apprensione al futuro. Il papa Leone X non mi
offriva granché, così decisi di accettare l'invito che mi veniva d'oltralpe: era
il 1517, avevo 65 anni suonati...
Mi puoi capire, credo.
Riprendiamo per
un momento il discorso da dove eravamo partiti, la tua attività
multiforme...
Oh, se mi volgo indietro a rivedere il mio lavoro, mi viene
quasi il capogiro. Costruii fortezze, cannoni e bombarde; progettai canali e
ponti mobili; ero appassionato di botanica, ottica e anatomia; scrissi trattati
sul corpo umano. E non finisce qui: progettai una macchina militare che
ricordava il futuro carro armato; e ancora progettai uno scafandro da palombaro
e un marchingegno voltante, l'antenato dei vostri elicotteri. Se fossi vissuto
ai vostri tempi, chissà, forse avrei visto molti progetti realizzati, sarei
diventato ricchissimo e non avrei avuto bisogno di cercare in Francia la
protezione di un re... Ma i miei tempi erano quelli che erano e non rimpiango
ciò che non potetti avere. Fui uno degli uomini del mio secolo che riuscì ad
avere l'ammirazione del popolo e la stima di alcuni potenti della Terra. Questo,
in fondo, mi è bastato, anche se...