Walter Disney

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Caro Walter Disney, sei molto noto come Walt Disney, e sei anche l'inventore di Topolino. In qualche modo pure tu hai la patente d'artista, benché magari non tutti saranno d'accordo nel riconoscertela. O.K., O.K. Ma sappi che da giovane, dopo aver fatto lo strillone di giornali e il disegnatore di caricature, mi iscrissi anche alla scuola di Belle Arti.

Era tua intenzione diventare pittore?
Non avevo idee chiarissime devo ammetterlo. Il fatto è che poco tempo dopo entrai in un'agenzia pubblicitaria dove imparai tutti i trucchi tecnici del mestiere di disegnatore. Quando ebbi raggranellato un bel mucchietto di dollari, attrezzai uno studio e con alcuni miei colleghi realizammo le prime versioni cinematografiche, a cartoni animati, di celebri favole... Ma intuivo che occorreva qualcosa di nuovo... Qualcosa che facesse colpo sul pubblico... Un personaggio che diventasse davvero famoso, e mi rendesse famoso e, perché no? ricco. In America, lo sai bene, gli artisti non hanno mai disprezzato i dollari.
 
Così nacque Topolino...
Devo precisare che il suo vero nome è "Mickey Mouse": Topolino è il nome italiano. Mickey doveva essere un animaletto amato da tutti.

Perché un animaletto?
Perché gli animali mi sono sempre piaciuti, e perché ricordo ancora quell'adorabile topolino che un giorno, uscito dal cestino della carta, si arrampicò sul mio tavolo mentre disegnavo... Il topolino divenne nel 1920 un cartoon, poi un cartone animato, e fu chiamato, come ti ho detto, Mickey Mouse. A Mickey seguirono altri personaggi, o, come diciamo noialtri americani, characters'. Minnie, Pippo, Pluto e tutto un mondo di fantastici personaggi. Le loro storie erano rivolte ai piccoli, ma anche ai grandi. Questa forse è la spiegazione dello straordinario successo che ebbi in vita.

Quali film hai prodotto?
Al mio pubblico erano piaciute moltissimo le storie di Topolino & compagni che originariamente avevo inventato per i fumetti. Allora mi venne un'idea. Dopo aver modificato in parte la figura e il carattere di Topolino, pensai di trasferirlo sullo schermo. La mia grande occasione fu l'invenzione della pellicola cinematografica a colori. Fu cosi che nacquero i miei migliori cartoni animati. Intanto avevi inventato altri personaggi. Sì. Avevo inventato Donald Duck (Paperino), la sua fidanzata, i nipotini Qui, Quo e Qua, Gambadilegno... Ma non dimenticai mai la fiaba tradizionale, che mi diede grandissime soddisfazioni con il pubblico e... con il botteghino dei cinema che mi rese miliardario.

Vogliamo citare qualche titolo?
Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, Pinocchio e Fantasia, che, forse, tra i miei film, è stato il più ambizioso ma anche quello che il pubblico dei "grandi" ha capito di meno.

Cose che succedono...
Non contento dei tuoi successi al cinema, hai voluto legare il tuo nome anche a "Disneyland". Come definiresti questo grande parco dei divertimenti creato in California nel 1955? Non un parco dei divertimenti, ma qualcosa di più: una specie di città fantastica, di luogo dove immaginazione e realtà s'incontrano, uno spazio dove la gente, i piccoli ma soprattutto i grandi possano incontrare dal vivo le località e i personaggi inventati dalla mia fantasia... Avevo sempre sognato di costruire un villaggio fantastico per le mie bambine, dove tutto fosse possibile con l'aiuto della fantasia, e Disneyland è tutto questo, lo adesso non appartengo più al vostro mondo: sono morto nel 1966. Ma ho avuto un'altra soddisfazione. In Florida, vicino a Orlando, a poca distanza da Cape Canaveral, da dove partono i missili spaziali, è stata costruita un'altra città fantastica che porta il mio nome. Si chiama Disneyworld. È ancora più bella e più ricca di Disneyland, ed è tutto dire!

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