Marcello Pucci
Artista Contemporaneo Categoria
Ceramica
Marcello Pucci è artista autodidatta che nei primi anni di attività lavora quasi esclusivamente il ferro e materiali affini. E’ del 1998 il suo “incontro” con l’argilla, quando frequenta in Urbania il corso del F.S.E. di “Tecnico per la Lavorazione Ceramica”. Da qui il percorso seguito nella ricerca formale e tecnica sui materiali argillosi si può definire in fieri. Le tecniche utilizzate nelle sue opere vanno dall’ingobbiatura alle riduzioni in forno, dal bucchero al raku. Fare ceramica per lui non è pensare l’argilla unicamente come materiale da modellare, affine ad un qualsiasi altro materiale, ma è concepita come ricerca plastica rapportata al senso estetico propri di un’artista che vi aggiunge la consapevolezza tecnologica e la passione di un artigiano. Ecco perché anche alle ceramiche raku di Marcello Pucci non si deve guardare come a qualcosa di occasionale, di altro da sé e dalla propria tradizione per il solo fatto che questa tecnica sembra decontestualizzata in Occidente, perché non sono certamente episodiche le innovazioni e re-invenzioni che sono alla base dei suoi lavori. Le ricerche sui materiali e sulle tecniche del raku lo hanno portato a sviluppare interessanti varianti, ormai lontane dal raku conosciuto grazie a Bernard Leach e Nino Caruso. Il raku si è evoluto in raku nudo e raku dolce, aumentando le possibilità grafiche ed estetiche di una tecnica che generalmente impedisce la realizzazione dell’espressione individuale meticolosamente calcolata. Nelle prime ceramiche raku di Marcello Pucci coesistono la ricerca formale, anche di stampo tradizionale - si pensi ai grandi piatti che richiamano gl’istoriati urbinati e alla serie de I Madòn (1999) realizzati su un basamento a forma di ciotola - ed un’espressività figurativa che traduce i propri moti dell’anima - tra cui la serie di piatti uomo-crisalide (2000) e città-uomo (2001). Nelle ceramiche di Marcello Pucci coesistono quei due elementi fondamentali e contrapposti propri della tecnica Raku: la spontaneità nella realizzazione a mano dell’opera d’arte e la consapevolezza nella sua rifinitura. Non è un caso che nelle ultime opere in raku nudo, dove è principalmente presente il lavoro di ricerca tecnica, egli abbia elaborato forme molto vicine alla filosofia zen e alla filosofia wabi, da cui hanno origine le tazze Raku per la cerimonia del tè, come le grandi ciotole in crequelle nero su terra pirofila e soprattutto la serie dei Sassi (2002-2003), elemento già presente nei giardini zen e già “creato” dalla natura e re-inventato come opera d’arte.
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Raku
Dimensione: x42 cm
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Raku
Dimensione: x40 cm
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Raku
Dimensione: x38 cm
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Raku
Dimensione: x38 cm
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Raku
Dimensione: x42 cm
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Raku
Dimensione: x42 cm
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