Rasile Giuseppe

Artista Contemporaneo Categoria arrow Pittura

Nato a Caserta ed è Triestino da molti anni . La sua naturale propensione all’Arte ha trovato conferma nella frequentazione di ambienti artistici culturali, ma soprattutto nella frequentazione del prestigioso corso di pittura tenuto da Roberto Tigelli nell’ambito della Libera Accademia di Belle Arti “Scuola del Vedere”. Pino Rasile è stato inoltre conduttore del Laboratorio artistico dell’Associazione Amici del Presepio di Trieste, dove ha praticato con successo la scultura lignea di carattere sacro e si è applicato all’organizzazione e agli allestimenti. Ha scritto di lui Giancarlo BONOMO:Pino Rasile che ha una. Ciò di cui siamo assolutamente sicuri è la forza di quella passione che lo conduce ad identificare l’arte con la filosofia della vita, trascorsa in una fiabesca serra-laboratorio, immersa nel verde ed invasa da quella luce che tanto lo ammalia e lo lega a sé. Una vita di artista che diviene impegno da vivere con quell’ eccesso di discrezione e umiltà che rappresenta la sua peculiarità caratteriale più apprezzabile ed ammirevole. Rasile non si preoccupa di stili e messaggi da consegnare all’umanità ma, al contrario, si occupa. Rasile è Rasile. La sua è una vocazione da autentico ricercatore senza ritegno e senza timore. Un’esistenza di molte luci e poche parole dispensate con la parsimonia dei meridionali veri ( il nostro è di Caserta ), in una condizione che si porta orgogliosamente dentro. E forse anche le sue terre d’origine hanno giocato la loro parte, nel processo formativo. E’ logico pensare a quei bagliori eterni, multidimensionali, a quei cieli lapislazzuli che solo il nostro meridione – nel vespro o al preludio del giorno - conosce. E’ naturale pensare alle muse ispiratrici del cielo, alle creature del bosco , del mare, che a suo tempo rapirono il genio di Virgilio Guidi (con le sue visioni lagunari) e, in tempi più recenti , le luci prospettiche di Claudico Olivieri. La nostra è una terra di scuole, tradizioni dove ogni cosa diviene spunto e oggetto di indagine. Tuttavia, appare arduo associare Pino Rasile a qualcosa di preesistente o attuale . E forse per questo egli è pittore raro. Il suo teatro pseudo-naturalistico rivela una dimensione privatissima, astratta, in cui proiezione del dato reale , si intuiscono con un senso mentale e non fisico. La scelta paesaggistica è pretesto e strumento per veicolare un pensiero puro, ossigenato. La percezione di quelli che potrebbero essere mari, ad esempio, è continuamente contraddetta dal dubbio ultraterreno che pone l’impianto complessivo. Le nebbie, i vapori d’atmosfera ci confondono. Una confusione attiva, sana, non erto perniciosa. Le risposte che l’occhio fornisce alle pretese della logica appaiono risibili nel confronto con le istituzioni dell’intelletto, mosso da una coscenza vigile. Qualcosa ci indica una strada alternativa alle convenzioni precostituite. Il colore e la luce dopo il matrimonio si sostengono a vicenda. I gialli procurano invasioni gassose che evidenziano una serie di trionfi di luci intense, improvvise. Tutti gli spazi si dilatano in modo perpetuo, e tutto è molto strano, inquietante da un lato, conciliante dall’altro. In alcune tele la delicata tenacia di fiori (superstiti della realtà) è elemento rassicurante ed un felice espediente per creare tridimensionalità di spazio e di campo, nel contrasto nitido-sfuocato. E quando il nostro pittore vuol essere netto e deciso , la tecnica emerge in misura inequivocabile, e qualcosa è concesso al quotidiano. L elemento floreale, ad esempio. Quest’ultimo, cela un chiaro significato iconologico , Il fiore è equiparato – per analogia biologica e filosofica – alla vita umana, e diviene, nel contesto compositivo, sicuro riferimento simbolico alla verità della vita stessa. L’ente umano appare fragilissimo nell’identità materiale ed in perenne confronto con le ragioni ultime – indistinte appunto come il vapore – legate all’anime spirituale. Il fiore nello spazio dei dipinti pone in risalto la differenza fra noi e l’ infinito, in una condizione di solitudine senza rimedio, alleviata solo dalla consapevolezza delle frontiere dell’intelletto. Sono mondi del mondo mentale di Rasile, e questo è il suo mistero. Trieste, novembre 2002

Impressioni
Acrilico su Tela
Dimensione: 80x100 cm
Terra Mia
Acrilico su Tela
Dimensione: 70x50 cm
Terre Emerse
Olio su Tela
Dimensione: 50x70 cm
 
Venezia Festa Del Redentore
Acrilico su Tela
Dimensione: 0x0x0 cm
Colori Sospesi
Acrilico su Tela
Dimensione: 80x100 cm
 

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